
In Gran Bretagna le unioni civili per gay e lesbiche sono state introdotte nel 2005 e la normativa in vigore stabilisce che esse debbano avere uno svolgimento assolutamente laico, senza elementi religiosi. Anche se poi, di fronte alla legge, le coppie omosessuali unitesi civilmente hanno gli identici diritti di quelle formate da un uomo e da una donna che si sono uniti nel corso di una cerimonia religiosa, i cui effetti civili sono riconosciuti dallo Stato.
È evidente che la riforma, aprendo alla possibilità della benedizione delle nozze per le persone omosessuali, contribuirà ad assottigliare quasi del tutto le differenze tra le unioni civili e il matrimonio tradizionale. Il Suday Times spiega anche che la proposta di riforma della legge sul matrimonio potrebbe anche cambiare definitivamente la definizione legale di matrimonio come un’unione solo tra un uomo e una donna. La decisione avrebbe dunque un valore altamente simbolico. «Il governo sta esaminando quale dovrebbe essere la prossima tappa per le unioni civili, tra cui come alcune organizzazioni religiose possano consentire a coppie dello stesso sesso di registrare la loro relazione in un contesto religioso, se vogliono farlo», ha spiegato un portavoce del ministero dell’Interno. «I ministri hanno incontrato una serie di persone e organizzazioni – ha aggiunto – a tempo debito verrà fatto un annuncio».
La Chiesa d’Inghilterra, che pure negli ultimi due decenni ha introdotto molte riforme liberal, ha già reagito facendo sapere che non autorizzerà questo tipo di cerimonie nei propri edifici religiosi. «La proposta – ha detto un portavoce anglicano – potrebbe avere un impatto inatteso e portare confusione». Le comunità anglicane sono però molto variegate, ed esistono casi di benedizione delle nozze gay. Come pure casi di sacerdoti anglicani che hanno pubblicamente dichiarato di convivere con un altro uomo.
Altri gruppi religiosi cristiani, ad esempio i quacqueri e i protestanti unitari, come pure gli ebrei liberali britannici, sono invece disponibili a ospitare queste cerimonie nei rispettivi luoghi di culto.
In Italia, è di qualche mese fa la notizia della benedizione dell’unione di due lesbiche da parte del pastore valdese di Trapani e Marsala. Mentre in ambito cattolico, fin dagli anni Settanta, cerimonie simili e semi-clandestine venivano celebrate dal prete cattolico don Franco Barbero, poi dimesso dallo stato clericale a motivo di questa attività in aperto contrasto con il magistero. Nel luglio 2003 la Congregazione per la dottrina della fede, allora guidata dal cardinale Joseph Ratzinger, ha pubblicato un documento, approvato da Papa Wojtyla, per dichiarare tutta la contrarietà della Chiesa cattolica al riconoscimento delle unioni omosessuali, che «offuscano valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell’umanità».
(Fonte: Andrea Tornielli, Il Giornale, 14 febbraio 2011)
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