
Finalmente tutto è finito.
FRANCESCO è il pastore che lo Spirito Santo ha scelto per la sua Chiesa.
Questo è il punto. Questo è quello che conta.
Evitiamo ora, per favore, di tirarlo da tutte le parti, di attribuirgli fatti, parole, gusti e passioni, che solo l’insanabile ottusità di certi media può inventare.
Risparmiateci ora gli sproloqui dei soliti sapienti tuttologi, che sanno tutto, conoscono tutti, sono amici intimi di tutti! E finiscono per esibirsi in squallide dimostrazioni di assoluta e crassa ignoranza in fatto di fede, di cattolicesimo e di Chiesa.
Preghiamo invece per lui. Preghiamo per il Papa, il Vescovo, il Pastore, il successore di Pietro.
Ce l’ha chiesto lui stesso con grande umiltà e convinzione.
Un lavoro immane lo attende, irto di responsabilità impensabili. Deve praticamente scuotere energicamente la fede della Chiesa, deve ridarle nuovo vigore e nuovo smalto, più obbedienza, più umiltà e fedeltà nel clero e nelle gerarchie, più credibilità e sequela da parte dei fedeli e del mondo. Perché in questi ultimi decenni, purtroppo, profonde ferite sono state inferte alla Chiesa di Cristo: scristianizzazione, pedofilia, malaffare, guerre intestine, personalismi e sovraesposizioni autoreferenziali da parte dei pastori.
Papa Francesco - sulla scia dell’omonimo poverello che ha sfidato il mondo col niente, ma forte di Dio - in comunione di preghiera e di magistero con il grande Benedetto, papa emerito, con la sua preghiera, i suoi insegnamenti, il suo esempio, doni alla Chiesa e a noi tutti suoi figli, pace, serenità, trasparenza, convinzione, coerenza, fedeltà e luminosità nella fede.
AUGURI
SANTO PADRE!
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