domenica 1 giugno 2014

Suora cantante si, suora cantante no

Mi riferisco all’articolo “Suor Cristina Scuccia o “scoccia?” apparso sul sito “Nuovi Orizzonti” il 30 maggio u.s.
Con tutto il rispetto e l’ammirazione che nutro per “Nuovi Orizzonti” e per la figura di don Giacomo Pavanello, autore dell’articolo, vorrei comunque dire la mia.
Pur condividendo alcune parti della lunga arringa a difesa della suora, ho comunque l’impressione che anche il don, nel suo articolo, pecchi un po’ della stessa superficialità che rimprovera a quanti criticano la suora in TV, scettici sull’opportunità di una siffatta esibizione.
Mi viene quindi spontaneo pensare che forse, invece di imporre tanti interrogativi agli altri, ai non allineati con la sua tesi, avrebbe fatto meglio di porne qualcuno a se stesso e tanti altri alla suora in questione.
Per esempio: a mio avviso è un non senso equiparare l’opera “evangelizzatrice” della suora a quella dei veri e santi evangelizzatori (tra i quali il nostro cita anche Paolo): mai come in questi casi il valore di una missione si valuta dai risultati lasciati sul campo: ora, al di là dei saltellamenti a ritmo di una musica difficilmente inquadrabile come “sacra”, mi piacerebbe conoscere che tipo di “messaggio” sia riuscita a trasmettere la suorina, e soprattutto quale semina in termini di “fede” abbia piantato nel cuore dei suoi osannanti estimatori: ovviamente qui mi riferisco solo al suo ruolo di “cantante”, non certo di “suora”: infatti non mi permetterei mai di dubitare sui sicuri risultati spirituali ottenuti con il carisma del suo essere Suora Orsolina della Sacra Famiglia.
Personalmente in quei pochi minuti che l’ho vista in TV non ho notato molta differenza tra il suo “dimenarsi” davanti alle telecamere - pur riconoscendole una voce potente ed estesa - e quello di tante sue coetanee, che sempre più numerose inseguono la chimera di un’affermazione nell’avaro e spietato mondo dello spettacolo.
E mi chiedo: tra qualche mese la grande massa di teleutenti ricorderà questa giovane suora come portatrice di un “messaggio” cristiano e religioso, oppure più semplicemente come una concorrente tra le tante, che – grazie alla sua “simpatia” e alla singolarità della sua “mise”– si è imposta in una difficile gara canora? Certo sarà anche un bel traguardo il suo: ma quanto le sarà costato in termini di tempo, di preghiere, di vita spirituale, di vita comunitaria, di obblighi vocazionali, inevitabilmente trascurati, messi , anche se solo per poco, in secondo piano? Per carità, lungi da me qualunque giudizio sulle scelte personali di una persona: sono scelte che solo Dio può giudicare.
Cercherò comunque, da normale spettatore, di dare una mia personalissima opinione di questo fenomeno mediatico. E penso, prima di tutto, che sia indispensabile calarlo nel suo contesto, almeno in quella parte affidata al pubblico: mi pare infatti di aver letto che la ragazza si sia fatta suora dopo alcune delusioni proprio nel settore musicale: in altre parole non sarebbe riuscita a “sfondare” e quindi, una volta sentita la chiamata di Dio, avrebbe gettato alle spalle questi suoi sogni, provvedendo a “riprogrammare” le proprie scelte di vita in sintonia con quanto le chiedeva il Signore.
Ma allora: perché ritornare al passato? Perché “insistere” e riproporsi nuovamente sullo stesso “ring”? Perché tanta voglia di riesibirsi? Doveva forse dimostrare qualcosa? Voleva realizzare finalmente un sogno interrotto, facendo leva sulla sua attuale posizione? A beneficio di chi? Per il bene di quale prossimo?
Non mi si venga a dire – come tenta di fare il don – che la sua partecipazione a tale kermesse, sicuramente poco comune per una consacrata, sia avvenuta come risposta di obbedienza ad un ordine specifico dei superiori, avallato magari da curia, vescovi, cardinali, papa e via dicendo...
Penso invece, senza voler essere malpensante né tantomeno “invidioso”, come dice il don, che gli “input” che ne hanno determinato la partecipazione, siano stati, più prosaicamente, l’amore e la predisposizione per il canto, la voglia di riprendersi una rivincita sul passato, il clima esaltante di una gara condotta di fronte a milioni di persone, piuttosto che l’ispirazione divina di “evangelizzare” il popolo di Dio. Anche perché, a cose fatte, i “contenuti” del messaggio offerto, gli effetti “spirituali” suscitati, indurrebbero a pensare proprio alla prima ipotesi, anche se più temeraria.
Infine, assolutamente ridicola mi sembra la giustificazione del don: «se suor Cristina è in tv, significa che vende. Nessun autore avrebbe avvallato la sua presenza se avesse fatto calare lo share. Conseguentemente, se “vende”, significa che c'è domanda. Non è domanda tipica di certo gossip da rotocalco, è domanda di avere uomini e donne di Dio, che con la loro presenza indichino una realtà che supera questo mondo».
Beh, mi sembra che interpretare in questi termini il vero motivo del gradimento del pubblico per la presenza in TV della suora, sia semplicistico e statisticamente improponibile; soprattutto se tale sua presenza fosse stata oggetto di valutazione economica da parte degli organizzatori.
Ora, delle due l’una: o attraverso la partecipazione della suora si voleva rispondere al bisogno di spiritualità della gente, come sostiene il don, oppure il volerla in gara a tutti i costi era un “investimento” di quanti vedevano in lei uno “scoop” in grado di assicurare eccellenti riscontri in termini di pubblicità, di audience, di “share”, e quindi di sicuro guadagno.
E neppure meno scettico mi trova il tentativo del reverendo di giustificare la sua opinione circa l’efficacia spirituale della performance di suor Cristina, adducendo come prova le “lacrime” di J-Ax (chi è costui? un guru, un vate, un padre spirituale?): preferisco interpretare questa sua “commozione” riferita più semplicemente ad una concreta possibilità di affermazione personale, alla vittoria finale, a primati e benefit da cogliere, a pubblicità, carriera, notorietà, piuttosto che ad un “tocco” di grazia spirituale; le vedo più come “lacrime” di gioia per aver azzeccato una “carta” vincente; oppure, in alternativa, lacrime a beneficio del pubblico, sapientemente dosate “ad hoc”, per dare cioè un ulteriore “aiutino” a quella naturale “captatio benevolentiae” suscitata dalla estemporanea esibizione del saio da parte della suora.

(Ma.La. 31 maggio 2014)

 

2 commenti:

Riccardo Galante ha detto...

Vorrei ricordare che Suor Cristina non ha chiesto di partecipare...
La produzione del programma l'ha vista durante la sua esibizione al Good News Festival e dopo aver contatta il responsabile questi ha contatta la madre superiore... sono state le Suore Orsoline della Sacra famiglia che hanno approvato la partecipazione di Suor Cristina al talent... fra l'altro dopo aver incontrato il Monsignor Ravasi, Presidente del Pontifico Consiglio per la Cultura! Si è valutata la possibilità di poter portare un messaggio in un mondo molto distante da quelli che sono i valori cristiani ed è questo che fa Suor Cristina.

Detto questo vorrei solo fare una riflessione da credente. Non avete la minima idea della gioia che Suor Cristina dona ogni volta che noi la sentiamo cantare... della potenza del suo messaggio... nel dire al mondo intero quanto il suo incontro con Gesù le abbia cambiato la vita!!! Se sottovalutate questo fareste solo un grande errore! Al di là di ogni considerazione che viene dal ragionamento... smettete di pensare... chiedete gli occhi... e ascoltate la sua voce!!! Davvero lo Spirito Santo soffia nelle vie più impensabili... Suor Cristina non ha soltanto un dono che dona a noi... è lei stessa un dono... perché è raro poter assistere ad una manifestazione d'amore così potente! Grazie!

Mafaldina ha detto...

.....non è stata lei a voler andare hanno deciso le orso line e ravasi. Appunto.....il consiglio di ravasi!! Detto questo...la suora mi sembra in assoluta buona fede....ha un dono e canta. Gli organizzatori non hanno voluto dare un messaggio di evangelizzazione ma fare soldi. A chi servirá questo nn lo sappiamo..... la Provvidenza provvederá a mandare in fumo i cattivi pensieri. E assolutamente azzardato dire o sostenere che la ragazza suora sia voluta ritornare sui suoi passi. Le madri orsoline però se ne potevano stare a casa a pregare.....perchè suor Cristina esibiva un dono....loro scimmiottavano....
Amen