
«C’è un possente muro per difendere il capo, per avallare le sue menzogne». Ed è un intero esercito di avvocati «con i loro visi aguzzi, gelidi e spietati», puntualizza la Carolina Invernizio di Repubblica, è «una folla di miracolati carichi di spille d’oro» a costituire quel muro. «E chiunque osi sottrarsi a questa nebbia nefasta, a questa palude eversiva, viene irriso, sporcato, attaccato, annientato» (affermazione sorprendente, detta da un quotidiano che passa il suo tempo a irridere, sporcare e attaccare cercando, senza riuscirci, di annientare il Capo del governo). Protetto dal muro, Berlusconi cosa fa? «Non nega ai dipendenti del giornale di proprietà di suo fratello (noi: i dipendenti siamo noi del Giornale) di pubblicare la foto di sua moglie, della madre dei suoi tre figli, accompagnata dalla sua guardia del corpo» irridendo, sporcando, attaccando e annientando così Veronica Lario. La quale, incalza Aspesi che la sa lunga, «cammina a distanza di almeno due metri dal signor Orlandi, il che pare anche troppo per un bodyguard il cui dovere è stare vicino all’oggetto della sua sorveglianza». Se ne conclude che l’affermare - come ha fatto «un’altra dipendente del capo per intemperanti benemerenze politiche» - che «quel cupo signore intento al suo lavoro è l’amante della signora» è una vile menzogna. Nebbia nefasta. Palude eversiva.Tessendo l’apologia della signora Veronica, la pitonessa del politicamente corretto e della sincerità democratica afferma dunque che già di per sé è atto infame pubblicare la fotografia di una donna ritratta accanto a un uomo («cupo», nel nostro caso). E che è infamissimo, irrisorio, imbrattante, aggressivo e annientante sottintendere che l’uomo cupo sia l’amante della signora. Perché se quando il paparazzo scatta la foto l’uomo si trova a due metri dalla donna, è impossibile, è escluso nel modo più assoluto che fra i due vi sia «qualcosa di erotico». Benissimo. Ma allora perché Repubblica ha pubblicato la foto di una donna (Noemi) ritratta accanto a un uomo (Papi)? E perché, pur standosene Noemi a due metri, centimetro più, centimetro meno, da Papi da un mesetto a questa parte i repubblicones insinuano che fra i due qualcosa c’è? Se il Canone Aspesi vale per Veronica deve valere anche per Silvio, non si scappa. A meno di non ammettere che Aspesi e tutti i repubblicones d’Italia, isole comprese, sono, deontologicamente parlando, dei furfanti (furfante, sostantivo maschile e femminile: persona disonesta).
(Fonte: Paolo Granzotto, Il Giornale, 3 giugno 2009)
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