
Alle esternazioni del rabbino, fa seguito immediata la replica di esponenti della Santa Sede, a cominciare da quella del segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone.
Per il porporato, Pio XII "non fu silente né antisemita: egli fu prudente". In un testo pubblicato dall'Osservatore Romano, Bertone ricorda di aver già "fortemente contestato i critici che affermano come il Pontefice mancò di proteggere gli ebrei durante l'Olocausto". Del resto, "se avesse fatto un intervento pubblico, il papa avrebbe messo in pericolo la vita di migliaia di ebrei che, su sua disposizione, erano stati nascosti, soltanto in Roma, in 155 conventi e monasteri". E ancora: "E' chiaro che Papa Pacelli non era favorevole al silenzio ma, al contrario, era di una parola intelligente e strategica, come dimostrato nel radiomessaggio per il Natale del 1942 che fece infuriare terribilmente Hitler. Le prove sono negli archivi vaticani. Ricerche effettuate da storici indipendenti confermano che papa Pio XII fece passi straordinari per salvare vite di ebrei".
Dello stesso avviso, il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani e della Commissione vaticana per i rapporti con gli ebrei, convinto che "Pio XII abbia fatto quanto gli era possibile in quelle circostanze molto difficili". ''Si può discutere - ha aggiunto - se una parola profetica avrebbe danneggiato o aiutato ma in pratica penso che il papa abbia fatto il possibile". In ogni caso, è la risposta al rabbino Cohen, "la beatificazione è comunque una causa interna della Chiesa cattolica".
Nella polemica è intervenuto anche padre Paolo Molinari, postulatore della Causa di Beatificazione. ''Direi che nonostante le falsità che sono state diffuse, e in questo il mondo mediatico ha delle responsabilità enormi, ormai grazie a Dio è più che evidente ed accettato da tutti coloro che vogliono accettare e che non vogliono rimanere nel buio, che Pio XII più di qualunque altra autorità si è dato da fare indefessamente per salvare la vita del più grande numero possibile di perseguitati, in modo particolare degli ebrei, e ciò non solo a Roma, ma in tutti i territori occupati dai nazisti. Ora è chiaramente provato, come egli abbia agito: con saggezza e responsabile prudenza, avvalendosi delle nunziature, dei vescovi, dei sacerdoti, dei laici, dei conventi, dei monasteri, per dare asilo e mantenere in vita migliaia e migliaia di persone''.
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