
Anni fa per lo meno si cercava di fare dello spirito… ed era assai meglio. Così ci si rideva su e si pagava, ci si lasciava convincere che in fondo tutta quella roba costava meno di un caffè al giorno. Alla fine degli spot di oggi in rapida sequenza passano i nomi dei nuovi canali digitali, che in effetti contengono parecchie proposte interessanti… ma subito incalzano diversi cinguettii: “Bella roba, almeno prima in analogico si vedeva qualcosa”. E poi - altro che dulcis in fundo - in zona Cesarini c’è la clamorosa rottura di linguaggio, la definitiva caduta di stile: dopo aver ricordato che la tassa del canone è un dovere civile per ricambiare tanta dovizia di offerta, la voce da morbida si fa secca, a ricordare che quella tassa è anche un obbligo.
In definitiva ne viene fuori un minestrone mal congegnato e peggio cucinato. Si copiano malamente le campagne della Chiesa Cattolica, ci si prende troppo sul serio ignorando la superba quantità di schifezze mandate in onda da mattina a sera per scippare un po’ di audience alla tv commerciale, nel tanto goffo quanto inutile tentativo di gloriarsi di una tv che non c’è più (o al massimo è visibile ogni tanto a notte inoltrata).
La strumentalizzazione dell’immagine di Giovanni Paolo II non è che l’ultimo scivolone: dopo averci campato sopra per tanto tempo da vivo e da moribondo, si vede che anche da morto la Rai spera di cavarci qualcosa. Questo, dalla cattolica direttora generale, tanto intima con alte gerarchie vaticane, non ce lo saremmo mai aspettato. Si vede che è proprio vero, come è successo a diversi presidenti, consiglieri, direttori generali, che una volta arrivati al settimo piano di Viale Mazzini si perde spesso la cognizione della realtà, per non dire la testa.
Peccato che sia poi dalle scelte concrete, come questa davvero risibile, modesta, pasticciata campagna a favore del canone, che si capisce se si è in grado di dirigere un’azienda così complessa in un momento così complesso: vox populi docet. E per una volta siamo pure costretti a essere d’accordo con quelli dell’Idv: bel risultato, cara vecchia Rai. Ti abbiamo sempre perdonato tanto, ma questo è davvero troppo!
(Fonte:
Maestro Yoda, Il Sussidiario, 11 gennaio 2012)
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