
In fondo, viviamo in una società fondata su false libertà. Innanzitutto, quella di poter disporre del proprio corpo a proprio piacimento. Ed è proprio questo il legame che accomuna le proposte sopra richiamate: il corpo, la materia. Si vuole decidere quando e se disporne e decretarne la morte; garantirne la trasformazione, anche in maniera fluttuante e mutevole nel corso della vita; usarlo come merce di scambio; annichilirlo con sostanze che lo devastano. Non rispettarlo e consumarlo, in una parola. Queste forme, vengono sbandierate, tutte, come espressioni di vera libertà. Una libertà falsa e mistificatoria della nostra realtà.
In realtà, l’antropologia umana, quella che conosciamo da alcuni millenni a questa parte, si fonda su principi che valgono per tutti, laici e credenti. Non sono solo di chi ha fede, di chi crede che non si può disporre del proprio corpo ‒ che appartiene a chi ce l’ha donato, a chi ci ha creati ‒ e che sa che con quel corpo, risusciteremo. Quei principi appartengono anche ai laici, agli gnostici, agli atei, a tutti, perché sono scritti nell’anima di ogni essere umano. In base solo a quei principi, quelli del diritto naturale, corpo e anima non sono separabili, ma rappresentano un’unità irripetibile. Corpo e anima, insieme, identificano la persona umana nella sua unicità.
Disprezzare il nostro corpo e renderlo asservito agli idoli del consumo e della distruzione, significa, in buona sostanza, rinunciare alla propria libertà, non usarla, renderla schiava dei desideri, degli istinti, del caso. Non considerare l’esistenza della nostra anima, equivale a porci nella storia del mondo come esseri privi della nostra vera identità.
Poveri bigotti che siamo. Così poco liberi, che senza mai alzare la voce ‒ perché a volte, diciamo la verità, ci vergogniamo di quel che crediamo e di quel che pensiamo ‒ continuiamo a chiedere alla scuola, alla “società”, allo Stato “laico” di riconoscere che vi sono principi che valgono per tutti e d’insegnarli. Non per impedire che, come facevano i pagani, vengano diffusi nuovi idoli ‒ ci sarà sempre gente senza tanti scrupoli, che per puri interessi di “bottega”, farà buona propaganda delle sue idee ‒ ma per consentire che l’essere umano del terzo millennio sia consapevole del perché sta al mondo. Tutto sommato, non ci sembra un obiettivo di poco conto.
(Fonte:
Danilo Quinto, Corrispondenza Romana, 20 marzo 2012)
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