
L’immagine ha avuto discreta diffusione e dunque occorre occuparsene. E’ ovviamente una falsa attribuzione, basta semplicemente risalire alla data della foto, 3 settembre 1932 (Adolf Hitler saluting at the sports palace in Berlin. To the left is Prince August Wilhelm. Credit: Keystone Pictures, Usa, 1932) e conoscere la data di nascita di Ratzinger: 1927. Quando è stata scattata il futuro Pontefice aveva dunque cinque anni e il ragazzotto nella foto non pare proprio un bimbo di questa età. Inoltre è sufficiente osservare la ben poca somiglianza tra il soggetto nella foto e il giovane Ratzinger, molto più magro.
Il tentativo ha voluto ritentare il successo avuto da un’altra foto, quella di un giovane Ratzinger mentre celebra una messa che, tagliata a dovere, è stata fatta passare per un saluto nazista. Abbiamo smontato anche questa, come quelle che compaiono sul nostro sito web nell’archivio di notizie sulle cosiddette “bufale anticlericali”, ovvero le menzogne che la cultura laicista produce sistematicamente per tentare di screditare il cattolicesimo, non avendo alcun argomento razionale da proporre.
Ringraziamo la pagina FB della Polizia Postale web site fan che ha contribuito a screditare la nuova bufala anticlericale. Ci stupiamo invece che Il Fatto Quotidiano e il vaticanista Marco Politi non abbiamo divulgato tale fotografia, dato che il livello di argomenti anticlericali è più o meno simile.
Ricordiamo che Benedetto XVI, come ha spiegato il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi, non ha mai fatto parte della “Hitlerjugend” (la Gioventù hitleriana) e tuttavia tale informazione falsa si può ancora leggerla su Wikipedia. Padre Lombardi ha invece sottolineato che il Papa quando «era un seminarista che studiava teologia, all’età di 16 anni, è stato coscritto nei corpi ausiliari della contraerea, come tutte le persone della sua età. Nulla a che vedere con la Hitlerjugend e l’ideologia nazista». Lo ha confermato lo storico del nazismo tedesco Joachim Fest, «il giovane Joseph Ratzinger fu arruolato a forza dai nazisti, e solo come ausiliario nella contraerea». In quell’occasione a tirare fuori la bufala pubblicamente era stata un’altra anticlericale doc italiana, Franca Rame.
Come diceva Mark Twain, «una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe». Noi speriamo che, attraverso articoli come questo e confidando nella divulgazione immediata fornita dai social network, oggi la verità possa perlomeno cominciare la sua corsa.
(Fonte:
UCCR, 5 febbraio 2013)
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