sabato 16 gennaio 2010

La visita del Papa in sinagoga e le polemiche montanti: basta!

Cari amici, avrete notato che, in vista della visita del Papa alla sinagoga di Roma, stanno aumentando, se non montando, tutta una serie di polemiche: dalle assurde affermazioni di qualcuno al forfait dell'ultimo minuto di questo o l'altro esponente della comunità ebraica che ci tiene a rendere partecipi i giornali della sua decisione.
Bene, anzi male, ma ho preso una decisione confortata anche, come sempre del resto, dal comportamento del Santo Padre. Mi ripropongo e propongo a voi, cari amici, di evitare le polemiche fino a domenica, giorno in cui il Papa si recherà in sinagoga.
Volontariamente o no c'è chi sta soffiando sul fuoco e non mi sembra giusto andare nella legnaia ed alimentarlo. Non si intende dare ulteriore pubblicità a provocazioni o offese gratuite nei confronti del Santo Padre.
È offesa giudicare il Papa solo perché è tedesco, è offesa continuare a paragonarlo ad altri non valorizzando la sua splendida unicità e via discorrendo.
Stop quindi! Forniremo tutte le news del caso ma basta con le provocazioni che avvelenano noi ed il prossimo. Perché non ispirarci al Santo Padre?
Pensiamo alla sua serenità, alla sua mitezza ed al suo coraggio! È offeso da più parti, ma non pretende da nessuno le scuse. Semmai è il prossimo a pretendere continuamente scuse, chiarimenti e spiegazioni.
È maltrattato dai media, ma non chiede rettifiche. Qualche solone offende persino la sua cultura teologica, eppure Benedetto non esibisce la sua erudizione e parla ai plurilaureati come al più semplice dei fedeli.
È stato persino aggredito fisicamente, ma non ha usato questo episodio per tenere desta l'attenzione dei media. Pubblicamente non ha mai parlato della caduta che poteva essere rovinosa. Non ha ringraziato Dio o la Vergine per averlo salvato, ma, da quanto abbiamo saputo, ha espresso la sua gratitudine ai suoi "angeli custodi": i Gendarmi e le Guardie Svizzere.
E oggi? Oggi è venuto dal Papa un insegnamento che mai dovremo dimenticare.
Ha ricevuto privatamente la ragazza che l'ha spinto, senza pompa magna, senza giornalisti, senza diretta televisiva. Sappiamo solo che Susanna gli ha chiesto scusa e che il Papa l'ha perdonata...così...semplicemente.
Che esempio! Il perdono non si esibisce, si concede.
Perché avvelenarci quando abbiamo davanti a noi un esempio così luminoso?
Ci sarà tempo e modo per commentare la visita del Papa in sinagoga, ma ora non lasciamoci condizionare dalle opinioni di alcuni che magari vogliono semplicemente un pò di visibilità.
Che cosa possiamo fare? Quello che il Santo Padre ci chiede, l'unico dono che gli fa veramente piacere: la preghiera. Preghiamo affinché la visita alla sinagoga di Roma porti i frutti che Benedetto si attende. E basta.

(Fonte: Raffaella, Amici di Papa Ratzinger 3, 13 gennaio 2010)

Nessun commento: