
«Il Papa mi ha detto, quando ci siamo salutati all’aeroporto,che era più consolato che stanco – ha riferito il cardinale Angelo Scola alla conferenza stampa di chiusura dell’evento – ed è convinto che in questi viaggi così impegnativi c’è per lui una grazia speciale». Una grazia che ha colpito anche gli oltre 3 milioni di spettatori che hanno visto su Rai Uno la diretta della Festa delle testimonianze con un buon 25 per cento di share. «Un dato interessante», commenta il portavoce della curia milanese, don Davide Milani: «Non era un vero e proprio programma da sabato sera, era un programma di sostanza e nonostante questo è stato la trasmissione più vista».
Scola ha rilanciato sulla responsabilità che ci hanno lasciato queste intense giornate: «Ora tocca a tutti noi, perché un evento è importante quando raccoglie e rilancia l’ordinario»; ne è un esempio la seconda fase che caratterizzerà l’eredità ricevuta dal predecessore Dionigi Tettamanzi sul Fondo famiglia, lavoro e solidarietà: «La diocesi ha deciso di reinventare le vecchie società di mutuo soccorso».
Sulla scelta di Philadelphia, quale città che ospiterà nel 2015 il prossimo incontro mondiale delle famiglie il cardinale Antonelli confessa la sorpresa nella scelta operata da Benedetto XVI: «Nella terna delle città promosse pensavo che Philadelphia fosse esclusa. Ma quasi tutti i vescovi degli Stati Uniti si sono resi conto durante le loro visite che la famiglia vive grosse difficoltà e deve affrontare difficili sfide. E, allo stesso tempo, che possiede una grande vitalità grazie al contributo della Chiesa americana».
(Fonte:
Massimo Giardina, Tempi, 4 giugno 2012)
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