
L’artificiosità della procedura attraverso cui questa nuova vita è venuta al mondo è poi parossistica. Non solo l’erede di Elton John è stato concepito al di fuori di un autentico rapporto d’amore tra padre e madre, cioè tramite provetta, ma è stato incubato da un utero che lo ha ospitato solo per il tempo necessario affinché fosse pronto per essere consegnato alla coppia richiedente. La madre ha cioè affittato parte del suo corpo, rifiutandosi di abbracciare suo figlio una volta venuto al mondo.
Idem per il padre biologico, mero fornitore di seme maschile. Il tutto ha dunque il sapore di un’operazione alchemica. Lo snaturamento del legame matrimoniale si riflette dunque fedelmente nell’adulterazione del rapporto genitoriale. Ma in questa vicenda c’è un altro stravolgimento dell’ordine naturale: i desideri diventano diritti e questi ultimi scolorano in mere aspettative. E così un legame affettivo tra due omosessuali viene riconosciuto civilmente; analogamente l’aspirazione di diventare genitore, anche se mancante della figura materna e fuori tempo massimo vista l’età della popstar, è elevato a diritto giuridico. I diritti invece, anche quelli cosiddetti naturali, si svalutano sempre più e mutano in meri interessi personali. Il diritto del figlio a crescere con i suoi genitori biologici e di avere un padre e una madre è solo un desideratum; il diritto della comunità civile di vedersi formata da famiglie composte da un uomo e una donna è solamente un’opzione tra le molte. Infine, questa vicenda d’Oltremanica rivela ancora una volta che l’uso dei volti noti aiuta non poco nello sdoganare e legittimare pratiche difficilmente digeribili dal buon senso dei più, per normalizzare ciò che normale non è. Anche da noi, su temi quali l’omosessualità, la fecondazione artificiale e l’eutanasia, non di rado si pone in essere l’espediente di trovare l’attore famoso, lo scienziato di chiara fama, il presentatore affabile e garbato che metta la sua faccia per sponsorizzare innovativi stili di vita o inediti diritti civili che spesso fanno a pugni con la morale naturale e la dignità della persona umana.
(Fonte: Tommaso Scandroglio, Avvenire, 30 dicembre 2010)
1 commento:
Non sono per niente d'accordo con quanto specificato. Esistono genitori vedovi, secondo il suo ragionamento un bambino adottato dopo la morte di un coniuge dovrebbe essere tolto al genitore ancora vivo? Eppure mancherebbe una figura genitoriale non trova?
Se quella donna ha deciso di usare il suo corpo come macchina di riproduzione, è una decisione solo e soltanto sua che nessuno dovrebbe permettersi di confutare o appoggiare. Un bambino ha bisogno di affetto e amore, se questi due nuovi padri riusciranno a darglielo, saranno certamente migliori di mille altri genitori "canonici".
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