
«Il Papa non taccia», intima l’editoriale-sermone in prima pagina del Fatto. «Occorre dalla Chiesa una parola più esplicita», fa eco l’editoriale-sermone del reverendo cuneese Cazzullo sul Corriere della Sera. E poi è tutto un pendere dalle labbra del cardinal Bertone (ha parlato! Ha parlato!), aspettando il cardinal Bagnasco (parlerà? Non parlerà?) e invocando direttamente una scomunica di Benedetto XVI, magari durante l’Angelus di domenica, perché no? Nell’attesa i giornalisti ingannano il tempo in modo assai pio, facendosi illuminare dalla parola dei frati di San Francesco d’Assisi o inginocchiandosi di fronte al reggente della Penitenzieria apostolica, il tribunale vaticano dei peccati e delle pene, ansiosi di vedere appioppata a Berlusconi una penitenza severa (dieci Pater, 50 ave Maria, l’astinenza dalle carni e un pellegrinaggio d’espiazione al Quirinale).
Ma tu guarda, adesso sono diventati tutti devoti, quasi baciapile. Fino a qualche tempo fa descrivevano la Chiesa come una congrega di molestatori di bambini, pedofili incalliti, un’istituzione scivolata verso la depravazione e ormai priva di ogni autorità morale. Adesso, all’improvviso, invece, sono tutti apostolici romani, papalini fino al midollo, quasi gli viene il torcicollo a forza di guardare verso la finestra che s’illumina in piazza San Pietro. Ah, il cardinale Bertone! Ah, la scomunica! Ah, la dottrina della fede! Ah, il Sant'Uffizio e la Congregazione del Clero! Fosse per loro, a questo punto, tornerebbero pure all’Inquisizione. Alla faccia dalla laicità dello Stato: pur di dare addosso a Berlusconi, sarebbero disposti ad accettare le ingerenze di Torquemada, pubblicherebbero a dispense il catechismo di Pio X e trasformerebbero Savonarola nel nuovo idolo di Repubblica, nell’attesa che Veltroni la smetta di essere come la temperatura di Campobasso quando il satellite fa capricci: non pervenuto.
Per i cattolici è bello scoprire all’improvviso tanti nuovi fratelli di fede, ex mangiapreti diventati bigotti dell’ultima ora, pronti a usare il Papa come se fosse un parlamentare Idv, disposti saltare addosso alle parole di Bertone per attaccare Giovanardi, entusiasti, come solo i neofiti sanno essere, nel lanciare appelli ai credenti perché si ribellino all’immoralità berlusconiana in virtù del sesto comandamento. Con l’obiettivo, magari, di formare un bel governo arcobaleno, tutti insieme appassionatamente, Vendola, Bonino, i matrimoni gay, le coppie di fatto, la fecondazione in stile Frankenstein e l’eutanasia. Chissà come sarà contento così, il Vaticano, vero? Provate a chiederlo ai nuovi sacerdoti che sui giornali fanno il sermone al Papa. Noi, che ci volete fare? Siamo ancora fermi al vecchio catechismo. Quello per cui il Pontefice non si tira per la tonaca. E il bunga bunga, per quanto disdicevole, resta sempre meglio di un’ammucchiata.»
Un’ultima considerazione peregrina: se i pm ordinassero intercettazioni private anche su personaggi tipo Bindy, Vendola, Bonino, Franceschini, Fini, Di Pietro e quant’altri, che oggi si stracciano pubblicamente le vesti, voi che pensate ne verrebbe fuori? Allora non sarebbe forse meglio meditare su: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”?: del resto la moralità invocata da Bertone nella vita pubblica, non è a senso unico, vale per tutti! Anche per le Cassandre strillone.
1 commento:
ben detto!! NOn se ne può più di questi ipocriti moralisti!
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