
Il ministero della Parola è un'esperienza già in corso, per esempio, nella vicina Svizzera, in certi villaggi dove il sacerdote arriva a celebrare la Messa due volte al mese; da noi, la preparazione passa dalla Scuola diocesana di teologia e dai vicariati, le nuove zone pastorali omogenee in cui è stata suddivisa la diocesi, per una miglior collaborazione tra le parrocchie e per azioni comuni, in raccordo con le associazioni. Ma il vescovo, nel piano pastorale, afferma che tutti i cristiani devono diventare «esperti del primo annuncio», cioè portare la Parola di Dio a tutti, «a chi è in ricerca, a chi è cresciuto fino ad una certa età frequentando la catechesi e i sacramenti e poi ha lasciato la vita della Chiesa» e perfino ai lontani. E dove la porta? «Nelle chiese e nelle case - esemplifica Coletti - nei luoghi di divertimento e di lavoro» e «nelle situazioni che toccano il cuore dell'esistenza quotidiana: la nascita di un figlio, una decisione importante, l'incontro con la morte di una persona cara, la scelta di vivere insieme, la fragilità, la sofferenza, la povertà».
Nessun commento:
Posta un commento