
Forti dei numeri esponenziali, i musulmani francesi diventano assertivi come mai: la Federazione nazionale della grande moschea di Parigi, il Consiglio dei musulmani democratici di Francia e un gruppo islamico noto come Collectif Banlieues Respect hanno chiesto ai cattolici di permettere che al venerdì le chiese inutilizzate vengano usate dai musulmani.
Ogni venerdì, nelle grandi città francesi, migliaia di musulmani chiudono strade e marciapiedi per consentire ai fedeli che non riescono a entrare in moschea di eseguire la preghiera rituale. Alcune moschee iniziano a trasmettere sermoni e canti nelle strade adiacenti, un fatto che il presidente Nicolas Sarkozy ha definito “inaccettabile”, perché trasformano la strada in un’“estensione della moschea”.
I dati dimostrano che Eurabia non è un fenomeno demograficamente quantitativo, ma religiosamente qualitativo. Nel deserto della laicità militante, con la sua coda secolarizzatrice, è l’irsuto islam a primeggiare. Nella “laïcité” moschee e oranti musulmani surclassano i cattolici. [Non è che tra breve anche l’Italia dovrà accorgersi di un analogo avvenimento?]
(Fonte:
Il Foglio, 25 ottobre 2011)
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